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Grassi
alimentari |
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Le due grandi categorie di grassi usati a scopo alimentare sono di origine animale o vegetale:
Grassi di origine animale: solidi a temperatura ambiente (tranne alcune eccezioni), contengono colesterolo e più grassi saturi

Grassi di origine vegetale: liquidi a temperatura ambiente (con alcune eccezioni, olio di palma e cocco), privi di colesterolo, contengono meno grassi saturi e più polinsaturi e monoinsaturi (tranne alcune eccezioni, olio di palma e cocco contengono per la maggioranza grassi saturi)

Grassi idrogenati
Questa tecnica è usata per trasformare un grasso vegetale (liquido a temperatura ambiente) in un grasso solido, questo processo chiamato così per l'utilizzo di idrogeno può rendere questi grassi potenzialmente dannosi. In seguito a questi studi è stato largamente ridotto se non eliminato del tutto l'uso di questi grassi idrogenati. Questi venivano usati nell'industria ma anche nella preparazione della margarina, che appunto è formata soprattutto da oli e acqua. Ma negli ultimi anni anche la margarina, grazie a diverse tecnologie, è priva di grassi idrogenati
Acidi grassi
Semplificando i grassi che usiamo in cucina sono formati da acidi grassi:
Acidi grassi saturi: dalla metà del 1900 in poi la maggioranza degli studi ha dimostrato che grandi quantità possono provocare danni alla salute. Gli alimenti che contengono questi acidi grassi sono grassi animali e derivati, quindi: strutto (e altri grassi animali), grassi derivati dal latte (panna, burro). I grassi saturi sono contenuti anche negli oli vegetali ma nella maggior parte di essi in percentuali ridotte (20% circa), però ci sono delle eccezioni: olio di cocco e olio di palma contengono un'alta percentuale di acidi grassi saturi
Acidi grassi monoinsaturi e Acidi grassi polinsaturi:questi due invece sono ritenuti grassi buoni (non bisogna comunque abusarne). Gli acidi grassi monoinsaturi aiutano l'organismo a limitare il colesterolo nel sangue mentre quelli polinsaturi sono fonte di Omega3 6 e 9 anch'essi utili in seguito ad alcuni studi hanno dimostrato l'utilità per prevenire infarti ed ictus.
Colesterolo
Il colesterolo è una molecola che -semplificando- è
contenuta in alcuni grassi. Come sempre nella scienza, soprattutto quella
moderna, ci sono studi scientifici che dicono una cosa e altri che dicono
l'opposto, la morale di tutto è il fatto che non è dimostrato che solamente* il colesterolo
causi malattie cardiovascolari, tuttavia è meglio limitarne l'apporto. Il
colesterolo però deriva più che altro dagli acidi grassi saturi contenuti nei
grassi piuttosto che dal colesterolo vero e proprio.
Esiste anche il colesterolo detto buono (HDL) che previene l'ostruzione delle
arterie, in contrapposizione a quello cattivo (LDL).

* Il colesterolo può essere una concausa assieme allo stress e altri fattori ambientali e fisici.
Tabella delle percentuali di acidi grassi
Attenzione! Le percentuali qui sotto rappresentano dei dati medi dato che dipendono da molti fattori, in ogni caso può essere utile per farsi un'idea
Grassi d'origine animale
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Su 100g di prodotto |
Burro | Strutto (grasso di maiale) |
Sego (grasso di manzo) |
Schmaltz (grasso chiarificato di pollo o anatra) |
Confronto |
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| Panna |
Latte intero |
Parmigiano Reggiano |
Ricotta | |||||
| Lipidi % (grassi contenuti) | 81 | 99 | 99 | 99,9 | 22~ | 3,5 | 29 | 13 |
| . | ||||||||
| Acidi grassi saturi % |
51 |
32 | 50 | 29 | 14 | 2 | 17 | 8 |
| Acidi grassi monoinsaturi % | 21 | 41 | 42 | np | 6 | 0 | 8 | 3,6 |
| Acidi grassi polinsaturi% | 3 | 11 | 4 | np | 0,8 | 1 | 1,2 | 0,4 |
| . | ||||||||
| Colesterolo in milligrammi | 215 | 97 | 109 | 87 | 76 | 18 | 88 | 51 |
Grassi d'origine vegetale
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Su 100g di prodotto |
Margarina con grassi idrogenati |
Margarina senza grassi idrogenati |
Oliva | Girasole | Arachide | Mais | Soia | Sesamo | Palma | Colza (canola) |
Cocco | Riso | Noce |
| Lipidi % (grassi contenuti) | 81 | 70 | |||||||||||
| . | |||||||||||||
| Acidi grassi saturi % | 15 | 30 | 14 | 13 | 17 | 13 | 15 | 14 | 49 | 5 | 86 | 20 | 9 |
| Acidi grassi monoinsaturi % | 39 | 22 | 73 | 46 | 46 | 28 | 11 | 40 | 37 | 65 | 6 | 39 | 50 |
| Acidi grassi polinsaturi % | 24 | 18 | 11 | 36 | 32 | 55 | 45 | 42 | 9 | 24 | 1,8 | 35 | 35 |
Punto di fumo dei grassi
Il punto di fumo è la temperatura in cui i grassi
cominciano a decomporsi alterano la propria struttura.
Anche in questo caso sono dati medi perché dipende da diversi fattori e
dalla raffinazione dell'olio, ho messo 3 categorie ideali. Per sicurezza
quando prendete l'olio leggete dietro le temperature massime per la frittura.
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Basso |
Medio 160°-200° |
Alto 200°-250° |
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| . | |||
| Canola (colza) | ~205°-240° | ||
| Olio di cocco | ~240° | ||
| Olio d'oliva raffinato | ~210° | ||
| Olio extravergine d'oliva | ~165°-180° | ||
| Arachide | ~175-190° | fino a ~220° | |
| Olio di soia | ~170°-180° | ||
| Olio di girasole | ~170°-180° | ||
| Strutto | ~180° | ||
| Olio di mais | ~160° | ||
| Burro chiarificato | ~160°-170° | ||
| Burro | ~110° | ||
| Margarina | ~150° | ||
Mix
di oli per frittura
In commercio si trovano anche oli specifici per frittura che sono composti da un mix di più oli appositamente studiati per rendere al meglio durante la frittura, possono contenere olio di girasole e di soia, assieme a quello di palma bifrazionato (ossia separato dalla parte solida, solo la parte liquida).
Metodi di frittura (in olio profondo)
1) Metodo slow fry - si figge lentamente a temperature medie per un tempo più lungo. Per dare un'idea le patatine a 150° da crude si cuociono per circa mezz'ora
2) Metodo classico 1-2 cotture in padella o in friggitrice. Si tratta di pulire e tagliare le patate e cuocerle direttamente in olio a circa 180°. Nel caso a due cotture si da una prima cottura a circa 160° e poi le si fa dorare a 180°
3) Metoto Blumenthal o anche per la cottura della minioca: si sbollenta quasi si lessa (per la manioca invece si lessa completamente) poi si taglia a pezzi e si frigge per pochi minuti fino a doratura in olio a 180°
Il mio parere è che il primo e il terzo sono i più facili e assicurati quando si frigge in padella
Miglior utilizzo dei grassi
A crudo in ordine: olio extravergine d'oliva, olio di mais, soia, riso, burro
Cotture veloci: olio extravergine d'oliva, burro, altri oli vegetali, strutto
Cotture prolungate: olio d'oliva, burro chiarificato, strutto
Fritture: vedi tabella sopra, a seconda del metodo vanno bene tutti i grassi (per il burro bisogna chiarificarlo). L'olio di oliva ha un sapore più forte rispetto a quelli di semi.
Torte, lievitati, frollini: il burro e lo strutto danno un aroma migliore, gli oli -a seconda di quello scelto- non danno aroma o ne danno uno troppo forte (oliva) bisogna però dosarli con cura per non rendere il prodotto unto, l'olio di riso è delicato come gusto.
Olio extravergine
d'oliva europeo e italiano
L'olio extravergine d'oliva nei paesi mediterranei e
soprattutto in Italia è molto consumato, però non tutti sanno che quelli più
conosciuti e più venduti non sono italiani, o meglio potrebbero non essere
composti da oli italiani. Perché uso il condizionale? Perché guardando bene
l'etichetta c'è scritto "miscele di oli di oliva
comunitari" questo significa che l'olio contenuto potrebbe essere anche
italiano, ma potrebbe essere anche greco, spagnolo ecc. Questo non vuol dire che
non sia buono, ma sicuramente non è italiano e sicuramente non conosciamo la sua
esatta provenienza, insomma l'esatto paese e zona di produzione.
Nei supermercati, in quelli più forniti, di fianco agli oli extravergini più
commerciali, troviamo una piccola zona dove ci sono solo oli extravergini
italiani. Generalmente la differenza si può cogliere anche guardando i prezzi: quelli composti
da miscele di oli comunitari hanno un prezzo medio di 4€, mentre quelli italiani partono
da almeno
8€.
Burro chiarificato e anidro
Oltre al classico burro che contiene una parte di acqua
e caseina si possono trovare altre due tipologie:
1) il burro chiarificato è stato privato della caseina e consente di portarlo a
temperature più alto senza farlo bruciare, quindi è adatto per cotture o
fritture a medie temperature
2) il burro anidro, come dice il nome è privo di acqua, questo viene usato
soprattutto in pasticceria per sfogliare
Beurre noisette, brown butter o burro dorato

A destra si vede come dovrebbe essere il burro dorato giusto, si tratta di far sciogliere in una padella il burro e farlo bollire finché la caseina imbrunisce dando un sapore particolare al burro, dopodiché si può filtrare e tenere il burro.
Olio di palma e il massiccio uso industriale
L'industria alimentare fa un larghissimo uso dell'olio
di palma, probabilmente è l'olio più prodotto al mondo assieme a quello di soia,
bisogna tenere d'occhio i dati perché quello di palma potrebbe diventare il più
prodotto.
Ma perché è il più usato? Il motivo principale è perché è economico,
secondariamente ha delle caratteristiche tecnologiche particolari che facilitano
la lavorazione dei prodotti e la loro conservazione. Ma l'utilizzo di questo
olio è contestato, come mai? Il primo motivo è che nonostante sia un olio
vegetale contiene una percentuale di grassi saturi uguale al burro e
secondariamente visto che è l'olio più usato ha bisogno di grandi coltivazioni e
questo causa danni all'ambiente con deforestazioni per creare terre coltivabili.
Infatti l'olio di palma si coltiva in zone equatoriali e tropicali.

Riferimenti e approfondimenti:
Riferimenti: Stefania Albrizio » 5.Trasformazioni a carico dei costituenti degli alimenti - Università degli studi di Napoli
Riferimenti e approfondimenti: Guida alla lettura delle etichette alimentari (olio e vino) - Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell'economia agraria
Approfondimenti: Oli che fumano - Dario Bressanini
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